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Vescovato (Italia)

Coordinate: 45°10′N 10°10′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vescovato
comune
Vescovato – Stemma
Vescovato – Bandiera
Vescovato – Veduta
Vescovato – Veduta
Vista aerea, 2008
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneImage Lombardia
ProvinciaImage Cremona
Amministrazione
SindacoAlfredo Gorni (lista civica) dal 9-6-2024
Territorio
Coordinate45°10′N 10°10′E
Altitudine46 m s.l.m.
Superficie17,44 km²
Abitanti4 020[1] (28-2-2026)
Densità230,5 ab./km²
FrazioniCà de' Sfondrati, Cà de' Stefani, Montanara
Comuni confinantiCicognolo, Gadesco-Pieve Delmona, Grontardo, Malagnino, Pescarolo ed Uniti, Pieve San Giacomo, Sospiro
Altre informazioni
Cod. postale26039
Prefisso0372
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT019113
Cod. catastaleL806
TargaCR
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 389 GG[3]
Nome abitantivescovatini
PatronoSan Leonardo
Giorno festivo6 e 13 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vescovato
Vescovato
Vescovato – Mappa
Vescovato – Mappa
Posizione del comune di Vescovato nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Vescovato è un comune italiano di 4 020 abitanti[1] della provincia di Cremona, in Lombardia.

Divenne feudo imperiale dei Gonzaga alla fine del XIV secolo.

Origine del nome

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L’etimologia del toponimo è probabilmente collegata alla presenza, in età altomedievale, di uno o più vescovi di Cremona che vi avrebbero trovato rifugio in seguito a vicende politiche e militari.[4]

Fondazione e origine del nome

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Image Lo stesso argomento in dettaglio: Gonzaga di Vescovato.

Le origini di Vescovato non sono documentate con certezza. Secondo alcune ipotesi, i terreni di Vescovato, inizialmente appartenenti alla Curia vescovile cremonese, passarono successivamente sotto il controllo di feudatari laici, tra cui la famiglia Dovara. Attraverso il matrimonio tra Filippino Gonzaga e Anna Dovara, celebrato nel 1332, il territorio sarebbe quindi entrato nei possessi dei Gonzaga.[4]

Sviluppo economico tra XIX e XX secolo

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Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, Vescovato conobbe una significativa crescita economica e sociale, legata soprattutto al commercio ambulante e alle attività agricole. In questo periodo il termine «vescovatino» veniva comunemente associato alla figura del commerciante girovago dedito alla raccolta e al commercio delle più diverse merci.

La prima guerra mondiale interruppe temporaneamente il ciclo di sviluppo economico, che riprese tuttavia nel dopoguerra. Gli anni successivi al conflitto rappresentarono una fase di particolare prosperità per Vescovato e per la frazione di Ca’ de’ Stefani. Il censimento del 1921 registrò infatti 2 290 abitanti a Vescovato e 1 886 a Ca’ de’ Stefani, per un totale di 4 876 residenti, dato che costituisce il massimo storico demografico del comune.

Lo sviluppo interessò soprattutto Ca’ de’ Stefani, dove sorsero nuovi edifici industriali e civili. Dal punto di vista urbanistico fu realizzata l’ampia strada d’accesso da Cremona, corrispondente all’attuale via Marchi, lungo la quale vennero costruiti edifici in stile Liberty e numerose abitazioni con giardino.

Tra il 1921 e il 1926 il territorio attraversò il periodo di maggiore prosperità economica della sua storia, favorito sia dall’andamento positivo dell’agricoltura sia dall’apice raggiunto dalla produzione della seta. Negli anni trenta il settore serico continuò a operare, pur mostrando crescenti difficoltà dovute alla concorrenza internazionale, in particolare giapponese e cinese. Nonostante la crisi economica del 1929, l’economia locale mantenne complessivamente una situazione di relativo equilibrio grazie alla solidità dell’agricoltura, dell’allevamento e delle attività commerciali collegate.

Accanto alle filande e alle fornaci, attive fino agli anni cinquanta e sessanta, si svilupparono anche piccole attività artigianali e familiari legate alla lavorazione e al commercio di materiali derivati dall’allevamento e dall’agricoltura, tra cui pelli, setole, piume e capelli. Una parte rilevante dell’economia locale era inoltre rappresentata dai commercianti ambulanti, noti nel dialetto locale come «giràdour».

Durante la seconda guerra mondiale, le condizioni dell’economia di guerra favorirono ulteriormente il commercio di materiali di recupero e di scarto, resi preziosi dalla scarsità di risorse dovuta all’autarchia. Tuttavia, la limitata presenza di infrastrutture moderne, la debolezza del sistema creditizio e assicurativo e il ridotto impulso delle amministrazioni locali impedirono una reale modernizzazione del tessuto produttivo. Alla fine del conflitto emersero quindi con maggiore evidenza le fragilità strutturali dell’economia locale.[4]

Image Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Cremona.
Stemma

Lo stemma è stato concesso con Regio Decreto di re Vittorio Emanuele III del 3 ottobre 1929.[5]

«Partito: il primo d'azzurro, ai tre bozzoli di seta d'oro, disposti 1, 2; il secondo di rosso, al covone di spighe d'oro; al pastorale da vescovo d'argento, attraversante sulla partizione. Ornamenti esteriori da Comune.[6]»
Gonfalone

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[7]

Image

Infrastrutture e trasporti

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Trasporti extraurbani

Tra il 1889 e il 1955 la frazione Montanara ospitò una stazione tranviaria lungo la tranvia Cremona-Ostiano che nel 1927 divenne località di diramazione della linea Cremona-Asola; quest'ultima comprendeva altresì una seconda stazione in località Ca' de' Sfondrati, mentre una terza stazione, posta lungo la linea di Ostiano, sorgeva in posizione più centrale. Tali impianti erano in ultimo gestiti dalla società Tramvie Provinciali Cremonesi.[8]

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. 1 2 3 Storia del Comune di Vescovato, su comune.vescovato.cr.it.
  5. Vescovato, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 28 novembre 2023.
  6. Comune di Vescovato, Statuto (PDF), Art. 2, c. 4.
    «Le caratteristiche dello stemma e del gonfalone del Comune sono: Scudo ripartito in due campi uguali; il primo azzurro con tre bozzoli da seta d’oro, il secondo rosso con covone di frumento in oro. Sulla linea di ripartizione: Pastorale Vescovile in argento. Lo scudo è sormontato da corona di Comune.»
  7. Dati tratti da:
  8. Mario Albertini e Claudio Cerioli, Trasporti nella Provincia di Cremona - 100 anni di storia, 2ª edizione, Editrice Turris, Cremona, 1994. ISBN 88-85635-89-X.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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