Thomas Chubb

Thomas Chubb (Salisbury, 29 settembre 1679 – Salisbury, 8 febbraio 1747) è stato uno scrittore e filosofo britannico, esponente del deismo. Sebbene considerasse Cristo come un divino maestro, sostenne la sovranità della ragione sulla religione. Mise in discussione la moralità delle religioni organizzate, pur difendendo il cristianesimo su basi razionali. Nonostante la scarsa istruzione formale, Chubb era profondamente informato sulle controversie religiose del suo tempo. La sua opera The True Gospel of Jesus Christ, Asserted si propone di distinguere l'insegnamento originale di Gesù da quello riportato dagli Evangelisti. Le sue opinioni sul libero arbitrio e sul determinismo, espresse in A Collection of Tracts on Various Subjects (1730), furono ampiamente criticate dal teologo statunitense Jonathan Edwards nel trattato Freedom of the Will (1754).
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di un produttore di malto, Chubb nacque a East Harnham, nei pressi di Salisbury. La morte del padre nel 1688 interruppe la sua istruzione e nel 1694 fu mandato come apprendista presso un guantaio a Salisbury; successivamente lavorò per un fabbricante di candele di sego. Nonostante le umili mansioni, acquisì una discreta conoscenza della matematica e della geografia, ma la teologia rimase il suo studio preferito. L'abitudine di mettere per iscritto i propri pensieri gli permise di sviluppare uno stile chiaro e fluente. Visse per alcuni anni a Londra presso la casa di Joseph Jekyll, Master of the Rolls, lavorando come domestico. Tuttavia, preferì tornare a Salisbury, dove, grazie al sostegno finanziario di alcuni amici, poté dedicare il resto dei suoi giorni esclusivamente agli studi.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Chubb esordì come autore nel contesto della controversia ariana. In seguito a una disputa riguardante l'argomentazione di William Whiston a favore della supremazia di Dio Padre, scrisse il saggio The Supremacy of the Father Asserted, che Whiston ritenne degno di pubblicazione e che fu dato alle stampe nel 1715. Un altro dei suoi trattati, The Previous Question with Regard to Religion, ebbe un notevole successo, raggiungendo quattro edizioni nel 1725. I suoi scritti furono raccolti in un volume in quarto nel 1730 (con una seconda edizione in due volumi nel 1754 che includeva 35 trattati). Inizialmente seguace di Samuel Clarke, Chubb si spostò gradualmente dall'arianesimo a una forma moderata di deismo. Nel 1731 pubblicò Discourse concerning Reason, in cui sosteneva che la ragione è, o dovrebbe essere, una guida sufficiente in materia di religione. Seguirono opere come The Sufficiency of Reason further considered (1732) e, nel 1734, quattro trattati in cui attaccava la teoria comune dell'ispirazione biblica, sostenendo che la risurrezione di Cristo non fosse una prova della sua missione divina e criticando l'episodio del sacrificio di Isacco da parte di Abramo. Nel 1738 pubblicò The True Gospel of Jesus Christ asserted, che suscitò numerosi attacchi. In quest'opera e nella successiva An Enquiry into the Ground and Foundation of Religion (1740), Chubb ribadì che il vero cristianesimo consiste nella convinzione che solo la moralità possa rendere l'uomo accetto a Dio, che il pentimento assicuri la misericordia divina e che esista una retribuzione futura. Nel Discourse on Miracles (1741) affermò che i miracoli potevano fornire, al massimo, una "prova probabile" di una rivelazione. La sua ultima opera pubblicata fu Four Dissertations (1746), in cui attaccava alcuni passi dell'Antico Testamento con una libertà di critica che offese molti contemporanei.
Il pensiero sulla preghiera
[modifica | modifica wikitesto]Chubb è l'autore deista che ha trattato il tema della preghiera più diffusamente. Nel suo opuscolo di 30 pagine, An Enquiry Concerning Prayer, egli insistette sul fatto che la preghiera fosse un dovere richiesto da Dio per instaurare un rapporto più stretto con il Divino. Secondo Chubb, lo scopo della preghiera non è cambiare la volontà di Dio, ma rendere il fedele:
Egli consigliava di pregare spesso per evitare che la mente e la vita si corrompessero. Riguardo ai destinatari della preghiera, rifiutava le preghiere rivolte alle anime dei defunti o agli angeli (poiché non vi è prova che possano ascoltare o aiutare), concludendo che si dovesse pregare Dio Padre "nel nome del nostro Signore Gesù Cristo". Pur convinto che Dio ascoltasse ogni petizione, riteneva che Egli rispondesse solo se la richiesta era lecita e formulata con "modesta rassegnazione alla volontà divina".
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Thomas Chubb, A Collection of Tracts on Various Subjects (Londra, 1730) su Google Libri.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 69269764 · ISNI (EN) 0000 0000 8077 6909 · BAV 495/175198 · CERL cnp02308522 · Europeana agent/base/73191 · LCCN (EN) n85099806 · GND (DE) 14072799X · BNE (ES) XX1632754 (data) · BNF (FR) cb10265507r (data) · J9U (EN, HE) 987010473583905171 |
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