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Minab

Coordinate: 27°09′N 57°04′E
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Mīnāb
città
میناب
Mīnāb – Veduta
Mīnāb – Veduta
Localizzazione
StatoIran (bandiera) Iran
ProvinciaHormozgan
ShahrestānMinab
CircoscrizioneCentrale
Territorio
Coordinate27°09′N 57°04′E
Altitudine43 m s.l.m.
Abitanti54 623[1] (2006)
Altre informazioni
Prefisso0765
Fuso orarioUTC+3:30
Cartografia
Mappa di localizzazione: Iran
Mīnāb
Mīnāb

Mīnāb (farsi میناب), nel dialetto locale Minow, è una importante e popolosa città dell'Hormozgan, situata a est di Bandar Abbas nell'entroterra dello Stretto di Hormuz. È capoluogo dell'omonimo shahrestān di Minab, che include 13 divisioni amministrative maggiori (dehestan) e circa 360 villaggi (abadi). La popolazione della città era stimata, nel 1997, in circa 45 000 abitanti (205 000 i residenti censiti nell'intero shahrestān di Minab), mentre più recentemente è stata stimata in circa 73 000 abitanti. Vi si trovano i resti del castello di Hazareh (o di Bibi Minoo).[2]

La ricchezza di palme e le temperature insopportabili nella zona sono state spesso menzionate nei resoconti di viaggio riguardanti Minab e l’antica Hormuz, che sorgeva nei pressi della attuale città di Minab. A metà del IX secolo, il geografo arabo Ibn Khurdādhbih descrisse Hormuz come “una città rinomata con molte palme da dattero” e notò che “lì faceva molto caldo”.[3] Anche Marco Polo soffrì “grande caldo” durante le sue due visite a Hormuz (“Curmos”), rispettivamente nel 1272 e nel 1293. In particolare, egli osservò che gli abitanti dell’Antica Hormuz usavano “pesce salato, datteri e frutti molto grandi” (probabilmente mango) per mantenersi in salute, e che producevano “un vino di datteri e molte spezie”, il quale provocava “un immediato flusso intestinale” a chi non vi era abituato. Nel 1622 il celebre viaggiatore italiano Pietro Della Valle ebbe un soggiorno piuttosto difficile a “Minà”, dove morì sua moglie. A quel tempo, Minab era diventata “[una] fortezza di poca considerazione, costruita sopra certi colli o monticelli, ai piedi della quale sorgeva il villaggio di capanne, come gli altri, sparse tra gli alberi delle palme”.

Dobbiamo invece al famoso medico e viaggiatore tedesco Engelbert Kaempfer, anni dopo, la più dettagliata descrizione della palma nella regione dell'Hormozgan. Nel 1684 Kaempfer partecipò come segretario e medico alla legazione di re Carlo XI di Svezia diretta in Russia e in Iran. Quando la missione in Iran fu conclusa, Kaempfer decise di prolungare il proprio soggiorno di altri quattro anni, lavorando di tanto in tanto come medico di bordo per la Compagnia olandese delle Indie orientali. Fu all’ombra di una palma da dattero sull'isola di Hormuz (“nostris Ormuus, vulgo Persarum Hormuus”) che Kaempfer meditò la sua descrizione latina della palma nel quarto fascicolo delle sue opere. La terminologia documentata da questo autore alla fine del XVII secolo sull’isola di Hormuz corrisponde in modo straordinario a quella del dialetto minabi (verosimilmente molto vicino all’antico hormuzi) documentato in tempi più recenti.[3]

Il dialetto di Minab, o minabi, è un dialetto appartenente al tipo delle lingue iraniche sudoccidentali. Esso è strettamente imparentato con un gruppo di altri dialetti del continuum denominato di recente “garmsiri” dal dialettologo Habib Borjian. Si tratta di dialetti parlati nelle aree subtropicali della Provincia di Kerman e del Fars (provincia), identificate come Garmsirāt ("terre calde") nella zonizzazione climatica tradizionale persiana, e corrispondenti, da una parte, ai territori meridionali del Kerman storico, che dalla valle del fiume Halirud digradavano fino ai litorali dello Stretto di Hormuz e del Golfo di Oman nell’attuale provincia dello Hormozgan (provincia creata nel 1976 grazie all’accorpamento di parte dei rispettivi territori meridionali delle province del Kermān e del Fārs[4]) e, dall’altra, ai territori sudorientali del Fars, costituiti dallo shahrestān di Larestan.[5]

  • Barbera, Gerardo, 2006, The Palm in Mināb in Proceedings of the 5th Conference of the Societas Iranologica Europaea, vol. II, Classical and Contemporary Iranian Studies, ed. A. Panaino and R. Zipoli, Milan: Mimesis, pp. 321-338/LI-LIV.
  • Barbera, Gerardo, 2011, Minâbi notes in: The Persian language in history, ed. M. Maggi and P. Orsatti, Wiesbaden: Reichert, pp. 269-289.
  1. Il dato proviene dal sito World Gazetteer, che non esiste più e non è stata trovata una copia disponibile.
  2. Hormozgan, Hormuz City & Island, su www.heritageinstitute.com. URL consultato il 29 marzo 2026.
  3. 1 2 Gerardo Barbera, The palm in Minâb. In Proceedings of the 5th Conference of the Societas Iranologica Europæa, vol. 2: Classical and contemporary Iranian studies, edited by Antonio Panaino, Riccardo Zipoli, Milan, Mimesis, 317-334, pls. LI-LIV., 1º gennaio 2006. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  4. Gerardo Barbera, Language Situation and Language Documentation in Hormozgan Province of Iran, in Language Situation and Language Documentation in Hormozgan Province of Iran, 1º gennaio 2011. URL consultato il 6 ottobre 2025.
  5. Gerardo Barbera, Morfosintassi del dialetto di Mināb (entroterra dello Stretto di Hormuz), in Morfosintassi del dialetto di Mināb (entroterra dello Stretto di Hormuz), 1º gennaio 2025. URL consultato il 6 ottobre 2025.

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