Guerra civile mozambicana
| Guerra civile mozambicana | |||
|---|---|---|---|
| Data | 30 maggio 1977 – 4 ottobre 1992 | ||
| Luogo | Mozambico | ||
| Causa | Contrapposizioni ideologiche post-coloniali e instabilità regionale | ||
| Esito | Accordi di pace di Roma; transizione verso la democrazia multipartitica | ||
| Schieramenti | |||
| Comandanti | |||
| Effettivi | |||
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| Oltre 1000000 di morti (inclusi civili per carestia); circa 5-6 milioni di sfollati interni e rifugiati nei paesi limitrofi. | |||
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La guerra civile mozambicana (in portoghese: Guerra Civil Moçambicana) è stata una guerra civile combattuta in Mozambico dal 1977 al 1992, poco dopo la fine della guerra d'indipendenza. Fu causata da una convergenza dinamiche locali, legate alla gestione del potere del FRELIMO, e dall'intervento destabilizzante di potenze straniere nei contesti della guerra fredda e dei conflitti in Africa australe. I combattimenti videro contrapposti il Fronte di Liberazione del Mozambico (FRELIMO), organizzazione comunista al governo, le forze ribelli anti-comuniste della Resistenza Nazionale Mozambicana (RENAMO), e una serie di fazioni minori.
La guerra civile mozambicana terminò nel 1992, in seguito al venir meno del sostegno dell'Unione Sovietica al FRELIMO e del Sudafrica alla RENAMO.[1] I colloqui di pace iniziarono intorno al 1990 con la mediazione del governo italiano e culminarono negli accordi di pace di Roma, che posero formalmente fine alle ostilità.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Stephanie Schwartz, Youth and Post-conflict Reconstruction: Agents of Change, Washington, D.C., United States Institute of Peace Press, 2010, pp. 34–38, ISBN 978-1601270498.
- ↑ Alex Vines, Still Killing: Landmines in Southern Africa, New York, Human Rights Watch, 1997, pp. 66–71, ISBN 978-1564322067.
